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 Varie ed eventuali...... di Andrea Chiarelli
 
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Pluralitas non est ponenda sine necessitate

Guglielmo di Occam
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Andrea Chiarelli (del 26/05/2006 @ 12:51:43, in Internet, linkato 686 volte)

Avete presente i moduli on line da compilare per richiedere informazioni o per iscriversi a certi forum o semplicemente per contattare un'azienda o un'ente? Avete presente quel piccolo box in cui viene relegata l'informativa sulla tutela dei dati personali che per legge deve essere fornita all'utente?
Bene! Quanti di voi l'hanno mai letta veramente?

Il pensiero comune è che "tanto dicono tutti la stessa cosa". Ma questo potrebbe non essere vero e potremmo trovarci valanghe di materiale pubblicitario e telefonate a raffica semplicemente perchè sbadatamente abbiamo acconsentito tramite una banale form online.

Sarebbe bello se potessimo configurare il nostro browser in modo che ci avverta se, nel compilare un modulo online, l'informativa sulla tutela dei dati personali dice che questi verranno utilizzati per effettuare campagne di marketing.
La cosa può sembrare fantascientifica, ma in realtà la tecnologia perchè questo si possa realizzare c'è già. Si chiama P3P ed è un progetto del W3C (Platform for Privacy Preferences Project). Proprio oggi HTML.it pubblica un mio articolo sull'argomento, nel caso qualcuno voglia approfondire: P3P e la gestione della privacy in un sito Web.

Il problema è che questa tecnologia è scarsamente supportata dagli attuali browser e raramente adottata dai webmaster. La lista dei siti web che adottano il P3P pubblicata dal W3C elenca 871 siti. Poca roba rispetto ai milioni di siti presenti su Internet. Eppure, anche se nei piccoli numeri, sono rimasto sorpreso nell'aver scoperto la presenza di ben 13 siti italiani!

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Di Andrea Chiarelli (del 24/05/2006 @ 12:16:09, in Software, linkato 1099 volte)

Ho iniziato ad utilizzare dBlog come software per questo blog perchè è rilasciato con licenza GPL, è abbastanza intuitivo da usare e configurare, è scritto in ASP, ambiente che conosco abbastanza bene da consentirmi di fare delle eventuali modifiche. Queste cose mi hanno consentito di fare qualche piccolo aggiustamento per le mie esigenze ed eccomi qui, per il momento.

Quanto al rispetto dei criteri per l'accessibilità, non credo sia il massimo. Ho letto su Punto Informatico di qualche tempo fa di un software per la gestione di un blog incentrato sui concetti di accessibilità: il Pesa-Nervi.
Il nome è un po' bruttino, ma ha una sua giustificazione e comunque è l'ultimo dei problemi. E' scritto in ASP, rilasciato con una licenza (Creative Commons, per la precisione) che ne consente la modifica, genera un'interfaccia Web accessibile, cosa voglio di più?

Scarico lo zip e mi preparo a configurare il software per vederlo in azione. Con mia grande sorpresa noto che il file zip contiene solo 4 pagine ASP! La cosa da un lato mi incuriosisce positivamente, dall'altro lato mi insospettisce. Solo a questo punto do un'occhiata alle istruzioni per configurare il software e... comincio ad avvertire una certa perplessità.
Trovo tutta una serie di indicazioni su come modificare le poche pagine ASP per farle funzionare. La cosa non è problematica di per sè. Il guaio è che, per lo più, si tratta di modifiche che potrebbero benissimo essere evitate.
Ad esempio, i percorsi assoluti sono una cosa evitabilissima (si può dire?) con il classico Server.MapPath().
L'impostazione di un DSN per accedere ai due database Access possono essere evitati utilizzando connessioni DSN-less (stringhe di connessione, per intenderci).
Infine, tutta la logica del software si concentra in un enorme file .ASP di ben 12.176 righe!!!

Sinceramente, per venire incontro a quello spirito comunitario che anima la comunità Open Source, avevo deciso di apportare delle semplici modifiche che evitino di impostare i percorsi assoluti e di utilizzare i DSN, e di condividerle; ma la struttura del codice mi ha fatto desistere.

Ora immagino il povero utente che non ha molta dimestichezza con l'informatica e decide di utilizzare il Pesa-Nervi per farsi un suo blogghino.
Se la sentirà di andare a fare le modifiche indicate nelle istruzioni di configurazione?
E se anche se la sentisse, conosce i percorsi assoluti su cui vanno pubblicate le sue pagine, dato che quasi sicuramente avrà uno spazio disco in hosting presso un provider?
E se anche il provider gli mette a disposizione queste informazioni, gli consentirà anche di creare le connessioni ODBC dal pannello di controllo del server Windows?
Ne dubito fortemente.

Questi aspetti non fanno anch'essi parte dei principi di accessibilità? Forse ci preoccupiamo troppo per chi leggerà il blog e trascuriamo chi lo deve usare?
Apprezzo lo sforzo fatto da Michele nel realizzare il software e nel metterlo a disposizione, ma se l'accessibilità è al centro della sua attenzione, non sarebbe opportuno prevedere un'accessibilità a 360 gradi?

Morale della favola: sono rimasto con il vecchio buon dBlog "mediamente" accessibile per chi legge e per chi scrive...

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Di Andrea Chiarelli (del 17/05/2006 @ 09:37:01, in Open Source/Licenze sw, linkato 1751 volte)

E' curioso come molti utilizzatori di software Open Source considerino come caratteristica peculiare la sua gratuità. Gli anglosassoni potrebbero avere l'alibi dell'ambiguità del termine Free nell'espressione Free Software, ma noi italiani non dovremmo fare una tale confusione. D'altronde uno dei motivi per cui è stato coniato il termine Open Source è proprio per evitare questa ambiguità.
Eppure non mi risulta che qualcuna delle varie licenze Open Source (o Free, nel senso di Libere) metta un vincolo sulla gratuità del software di cui regolano la distribuzione.


In realtà, la gratuità del software Open Source è solo un effetto collaterale derivata derivata da due fattori:

  • la presenza di una community
  • il rilascio del codice sorgente

Nel primo caso, per costruire una comunità di utenti e sviluppatori è necessario rendere accessibile al maggior numero di persone il prodotto che si sta realizzando. A ben vedere la gratuità del prodotto è in realtà fittizia. Infatti, il fatto stesso di dedicare del tempo allo sviluppo, al test o alla valutazione del prodotto è già un contributo economico al progetto.
Consideriamo ora il secondo caso, immaginando che un software venga sviluppato su commessa per un cliente e rilasciato con licenza Open Source. La disponibilità dei sorgenti innesca un meccanismo di concorrenza che porta al ribasso il prezzo del rilascio del prodotto (la licenza d'uso) fino ad azzerarlo.


Questo fenomeno non è, naturalmente, un vincolo posto dalla licenza, ma un effetto derivato dalla licenza stessa. Attenzione, quindi a non confondere il fatto che un software sia Open Source con la sua "eventuale" gratuità.

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Di Andrea Chiarelli (del 08/05/2006 @ 12:29:10, in Segnalazioni, linkato 639 volte)

Ancora un'altra segnalazione di un mio articolo pubblicato su HTML.it: Gestione dei dati con XForms.
Per chi non lo sapesse, XForms è uno standard basato su XML proposto dal W3C per una gestione avanzata e flessibile dei moduli di immissione dati via Web (ma non solo).
La tecnologia è ancora sperimentale ed è al momento scarsamente implementata, ma rappresenterà la base delle future Web Form.

Buona lettura!

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