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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Questa è più o meno la traduzione del sottotitolo di OldVersion.com, un sito che raccoglie le vecchie versioni di noti e diffusi programmi: da Eudora a ACDSee, da QuickTime a RealPlayer, da Winzip a Emule, da Zone Alarm a CuteFTP.
Attualmente sul sito si possono ritrovare ben 1107 versioni di 107 programmi; alcune versioni sono veramente "antiche", veri pezzi da collezione, come ad esempio Eudora 1.4.4, di ben 300 KB, o ACDSee 1.0 (500 KB). Oltre a chi ha la passione da collezionista, i vecchi programmi presenti sul sito possono risultare utili quando ci si trova a metter su un vecchio PC che non ha le caratteristiche hardware e software previste per l'ultima versione di un programma e spesso sul sito del produttore non c'è più traccia delle versioni precedenti.
Un'ultima nota: i programmi pubblicati sul sito sono solo per Windows e si tratta di software distribuito con licenza Open Source, Freeware e Shareware.
Tags: Software, Open Source, Windows, Freeware, Shareware
Oltre alla gratuità del software Open Source, un altro luogo comune è che Open Source/Free Software = Linux. Recentemente, nel corso di una consulenza presso un'azienda avevo proposto l'uso di Open Office al posto di Microsoft Office per ovviare ad una questione di costi di licenza e ad altri dettagli. Ho illustrato che Open Office è funzionalmente equivalente a Microsoft Office e che è Free Software e subito il mio interlocutore mi ha bloccato dicendo: "Ma noi usiamo Windows come sistema operativo, non Linux."
A parte il mio interlocutore, questa distorta equivalenza la ritrovo più o meno diffusamente dappertutto: anche su alcune riviste specializzate spesso ho trovato dei riferimenti che sottintendono questa equivalenza. Naturalmente le cose non stanno così. Linux è un sistema operativo Open Source, il più noto sistema operativo Open Source. Ma questo non vuol dire che esiste soltanto software Open Source per Linux.
Open Source e Free Software non sono concetti legati ad una piattaforma piuttosto che ad un'altra. Anche chi ha un sistema operativo Windows o Macintosh ha a disposizione numerosissimi programmi Open Source. In pratica esistono programmi Open Source per qualsiasi piattaforma, anche per cellulari.
Per concludere, vi segnalo alcuni link a progetti che raccolgono i migliori software Open Source per Windows e per Mac: The OSSwin project , The OpenCD e Open Source Windows per quanto riguarda Windows e Open Source Mac per Mac OS X.
Tags: Open Source, Linux, Windows, Macintosh
Come molti dovrebbero sapere, il codice sulla privacy fornisce alcune indicazioni sui requisiti minimi che una password deve avere per essere considerata sufficientemente sicura. I criteri descritti sono abbastanza ragionevoli, ma dubito che siano molti quelli che effettivamente li applicano. Non ho fatto studi approfonditi, ma nella mia piccola esperienza ho avuto modo di vedere che i criteri con cui l'utente medio genera la propria password sono sempre gli stessi. Questi criteri sono grosso modo riconducibili ad alcuni... tipi psicologici:
Il Sentimentale E' quello che sceglie come password il nome della fidanzata, del cane o del figlio, oppure utilizza la data di nascita della moglie o la data del diploma o della laurea o del matrimonio. Una versione più evoluta utilizza delle combinazioni di queste informazioni, anche con dati parziali.
Lo Sbrigativo Il tipo sbrigativo è quello che non ha tempo da perdere per inventarsi una password. Nella maggior parte dei casi utilizza proprio la parola password oppure usa sequenze di numeri e lettere tutte uguali, come ad esempio 1111, aaaa, e così via.
Il Fantasioso E' quello che perde un po' di tempo per creare password difficili da individuare ma facili da ricordare. Di solito usa combinazioni di lettere e numeri che combinate insieme creano parole o frasi di senso più o meno compiuto. Ad esempio: xfetto (si legge perfetto), aktoio (si legge accappatoio), ris3tto (si legge ristretto).
Il Cervellotico Questo tipo psicologico spreme al massimo le meningi per creare password che si basano su una formula o una regola di trasformazione. Un esempio potrebbe essere l'applicazione del metodo di Cesare ad una parola, tramite la quale, ad esempio, IBM diventa HAL sostituendo ciascuna lettera con la precedente nell'alfabeto. I più evoluti, però, preferiscono elaborare metodi personali, ad esempio quello che trasforma la parola password in p1ssw4rd (trovate la regola di trasformazione, non è complicato...)
Il Dotto Il tipo dotto utilizza come password citazioni letterarie o scientifiche, come ad esempio HAL9000, rimbaud, C1P8, lavorarestanca, e=mc2. Spesso questo tipo psicologico morirebbe dalla voglia di dire agli altri la password che ha scelto...
Il Pigro E' quello che non ha voglia di mettersi ad elaborare una password o non si fida della propria capacità di generatore di password. Questo tipo in genere si affida ad altri per la creazione di una password o copiandola o facendosela generare da appositi programmi (es.: RoboForm, PasswordGen, Password Generator) o applicazioni Web (vedi SafePasswd).
E voi, a quale tipo appartenete?
Tags: sicurezza, password, privacy
 Diciamocelo chiaramente: qualcuno sa che cos'è veramente il Web 2.0?Leggendo in giro sulla rete e fuori dalla rete sembrerebbe che le idee siano piuttosto confuse. Si va da chi parla di una nuova frontiera del Web a chi limita il tutto all'uso di icone o layout di un certo tipo, chi sostiene che Ajax è il segno della svolta chi invece vede questo segno nel diffondersi dei blog e nel social networking. La cosa è molto dibattuta, tanto che O'Reilly ha pubblicato una sorta di definizione del Web 2.0. La definizione è molto articolata e questo già per me sarebbe indice di idee poco chiare. Comunque, dalla definizione ufficiale (?) e da varie altre definizioni più o meno autorevoli (vedi ad esempio Wikipedia) sembra emergere che la novità del Web 2.0 rispetto al Web 1.0 non consiste in una evoluzione tecnologia, ma nel sentire/interpretare il Web sotto una nuova luce: collaborazione, condivisione, dinamicità. Quasi tutti sono concordi nel dire che espressione di queste caratteristiche sono i blog, i wiki, i social network. Da parte mia sono un po' perplesso di fronte a queste considerazioni per due motivi. Il primo motivo è che il World Wide Web non è altro che l'infrastruttura tecnologica su cui sono basati i siti Web ed anche i blog, i social network, i wiki e tutto il resto della compagnia. L'infrastruttura è rimasta la stessa e quindi ritengo errato parlare di un nuovo Web. Credo che l'unica sostanziale novità tecnologica sia stata l'introduzione dei Web service, che possono veramente contribuire ad un nuovo modo di concepire il Web. Ma in ogni caso è tutto basato sui soliti protocolli. Il secondo motivo riguarda il fatto che non credo siano cambiate molto le cose dal punto di vista del sentire/interpretare il Web. La collaborazione e la condivisione fanno parte della natura intrinseca di Internet: i newsgroup, le mailing list lo hanno sempre rappresentato, prima ancora che nascesse il Web. Forse dovremmo dire che siamo di fronte ad una naturale evoluzione delle modalità di collaborazione e condivisione che sfruttano meglio le tecnologie Web, ma non credo che possiamo definirla una svolta o una nuova frontiera del Web. Nello sviluppo del software viene assegnato un nuovo numero di versione ad un prodotto o ad una tecnologia quando rispetto alla versione precedente si hanno delle differenze sostanziali. A mio avviso al momento non ci sono sostanziali differenze con il Web che abbiamo conosciuto negli anni passati nè dal punto di vista tecnologico (questo lo ammettono anche coloro che sostengono il Web 2.0) nè da un punto di vista del suo utilizzo. In altre parole, il Web 2.0 deve ancora arrivare, ma forse qualcuno vuol cominciare a venderlo...Tags: web2.0, internet
 Mentre Microsoft si appresta (o attarda?) ad uscire con il suo Windows Vista, in questi giorni è stato rilasciato FreeDOS, una versione Open Source del vecchio DOS. Immagino che vi starete chiedendo: ma che ce ne facciamo del DOS ora che Windows è così diffuso?Come viene spiegato sul sito del progetto, i principali motivi sono tre:
- Eseguire vecchi giochi
- Eseguire vecchie applicazioni che girano soltanto in DOS e non nella sua versione emulata da Windows
- Supportare sistemi embedded come registratori di cassa ed altri dispositivi
Oltre alle applicazioni che già giravano sul vecchio DOS potete utilizzare anche alcune applicazioni Open Source appositamente sviluppate per FreeDOS. Tags: FreeDOS, DOS, Open Source
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