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 Varie ed eventuali...... di Andrea Chiarelli
 
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Everything should be made as simple as possible, but not simpler.

Albert Einstein
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Di Andrea Chiarelli (del 28/06/2007 @ 17:07:59, in Riflessioni, linkato 410 volte)

Leggendo l'intervista a Renzo Davoli, il promotore dell'iniziativa di liberalizzazione del software per PC, non posso che essere d'accordo con il passo in cui si afferma che si sta "sistematicamente divulgando ignoranza di informatica vera", assumendo che per "informatica vera" si intenda la vecchia Scienza dell'Informazione.

In pratica, Davoli sostiene che ci sia in atto una diffusione di false informazioni che sta creando confusione tra computer ed informatica, tra uno strumento e una disciplina scientifica. Purtroppo, ad incoraggiare questa confusione non sono solo i produttori di computer o di software, ma anche a livello scolastico non si fa nulla per rimediare a questo paradossale equivoco.

Già uno dei maestri dell'informatica, Edsger Dijkstra, ebbe a dire in tempi non sospetti: "L'informatica non riguarda i computer più di quanto l'astronomia riguardi i telescopi".
Eppure l'uomo comune è convinto che Informatica = computer. Se a ciò si aggiunge che più del 90% di "uomini comuni" crede che computer = Windows (e quindi = Microsoft), siamo autorizzati a sospettare che effettivamente c'è una visione distorta della realtà.

Altra confusione analoga a quella evidenziata da Davoli è quella che spesso viene fatta tra tecnologia e prodotto.
Al solito, l'uomo comune considera un prodotto come il detentore esclusivo di un tecnologia. E' l'associazione che porta ad identificare ad esempio HTML o XML con uno specifico editor, Microsoft .NET con Microsoft Visual Studio, grafica vettoriale con Corel Draw, posta elettronica con Outlook, VoIP con Skype e così via.

Questi aspetti credo che siano segnali di una nuova forma di analfabetismo che non consente di fare scelte consapevoli, che costringe a scegliere prodotti in base alla pubblicità più accattivante, ignorando alternative magari più efficaci e convenienti (non soltanto da un punto di vista economico).

Tags: Informatica, Computer, Tecnologia, Analfabetismo

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Di Andrea Chiarelli (del 22/06/2007 @ 18:18:22, in Internet, linkato 465 volte)

Com'è noto su Internet girano diverse bufale via e-mail: a tutti sarà arrivata prima o poi la classica e-mail che ti informa che hai vinto alla lotteria o che raccoglie firme contro l'abbattimento della foresta amazzonica o che comunica che un certo ente offre un centesimo per ciascuna e-mail inviata per aiutare una bimba gravemente ammalata ed altre storie analoghe.
Paolo Attivissimo le raccoglie nel suo servizio antibufala per cercare di rendere note le e-mail di cui non fidarsi.

A parte il lavoro di Paolo, in realtà basterebbe un po' di buon senso per smascherare una e-mail-bufala ed alcune semplici domande:

  • Come ho fatto a vincere ad una lotteria di cui non ho mai sentito parlare e a cui non ho partecipato?
  • Chi mette i soldi vinti alla fantomatica lotteria e perchè?
  • Perchè un ente dovrebbe attendere che venga inoltrata un'e-mail per offrire un centesimo per aiutare un bimbo in gravi condizioni?
  • E come fa questo ente a sapere che ho effettivamente inviato le e-mail ai miei amici e conoscenti?

Il caso della raccolta di firme via e-mail poi è paradossale. Ti arriva un messaggio disperato e ti viene chiesto di apporre una firma in fondo ad un elenco e di inoltrare l'e-mail a quanta più gente conosci. Se se il millesimo firmatario, dovresti inviare l'elenco ad uno specifico indirizzo. Più o meno funzionano tutte così.
Ora, supponiamo che mi giunga un'e-mail con una lista di 300 firmatari. Io firmo (sono il 301-esimo) ed inoltro l'e-mail a 10 persone. Ho generato 10 liste con 301 firme uguali e così faranno eventualmente le persone a cui ho inviato la lista, falsando quella che potrebbe sembrare effettivamente una vera raccolta di firme.
E' chiaro che una tale raccolta di firme non ha nessun valore.

La domanda che a questo punto viene fuori è: "ma non chiedono soldi, non sembra che ci guadagnino qualcosa, perchè lo farebbero?"
Nella maggior parte dei casi la risposta è: "per raccogliere indirizzi di e-mail validi a cui inviare successivamente materiale pubblicitario non richiesto, volgarmente detto spam!". Insomma, un meccanismo che si autoalimenta.

Se vogliamo contribuire a combattere lo spam, quando si ricevono e-mail di questo tipo è opportuno farsi alcune domande di buon senso e se possibile verificare il contenuto dell'e-mail.
La parola d'ordine è: dubitate, gente, dubitate!

Tags: Spam, Catene di Sant'Antonio, E-mail

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Di Andrea Chiarelli (del 20/06/2007 @ 09:26:05, in Internet, linkato 448 volte)

Cercando non ricordo più quale informazione, mi sono imbattuto in un Consiglio pratico pubblicato sul sito di Altrocosumo.
In esso l'autore sostiene che la causa dei rallentamenti nella navigazione sul Web è da ricercare nel sovraccarico dei server DNS dei provider.

Il suggerimento pratico consisterebbe nell'abbandonare il DNS del proprio provider e nell'utilizzare quelli di un DNS open, come ad esempio OpenDNS.

Ora, io non sono un esperto di reti, ma un attimo di riflessione mi porta a pensare che il consiglio sia stato formulato con una punta di superficialità.
Supponendo, infatti, che la causa dell'eventuale lentezza della Rete sia dovuta effettivamente ai server DNS, se tutti utilizzassimo i server offerti da OpenDNS al posto di utilizzare quelli del nostro provider rischieremmo di farli collassare e saremmo in una situazione peggiore di quella attuale. Senza citare il fatto che tali server si trovano negli Stati Uniti e non proprio sotto casa (ce n'è uno anche a Londra, ma è pur sempre non proprio vicinissimo).

La causa di episodi di lentezza di Internet è in realtà più complessa di quanto possa apparire dal consiglio pratico di Altroconsumo. In gioco ci sono diversi fattori: la banda disponibile per la nostra connessione, la congestione sulle dorsali, la banda disponibile per il server su cui è pubblicato il sito, il traffico sul sito, le caratteristiche tecniche del server su cui è pubblicato il sito, la pesantezza dei contenuti delle pagine Web, solo per citare le prime cose che mi vengono in mente.
Non saranno certo i pochi byte scambiati per sapere a quale indirizzo IP corrisponde un URL a fare la differenza!

Tags: DNS, Internet, Altroconsumo

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Di Andrea Chiarelli (del 13/06/2007 @ 16:32:52, in Fun stuff, linkato 401 volte)

"13 giugno 2007 - Latina: pioggia di meteoriti nella notte. Alcune testimonianze riportano di aver visto Chuck Norris in persona con una mazza da baseball in mano. Nessun meteorite ha toccato terra."

Questa notizia è stata riportata in esclusiva da Nonciclopedia, l'enciclopedia italiana del nonsenso e della satira, per cui... l'attendibilità è garantita.
Nonciclopedia è una parodia di Wikipedia, di cui eredita l'organizzazione delle informazioni e la tecnologia utilizzata, e si ispira alla versione inglese Uncyclopedia.

In essa potete trovare di tutto e di più. Giusto per fare qualche esempio: una panoramica sull'informatica e su Internet, una biografia di Bill Gates, la storia del Maurizio Costanzo Show, la storia dell'Impero a otto mani e tanta altra roba.

Sinceramente pensavo che anche gli annunci di Google che appaiono sulla destra dell'home page fossero delle parodie.
Giudicate voi se questi annunci vi sembrano normali...

Annunci Google su Nonciclopedia

Tags: Nonciclopedia, Uncyclopedia, Wikipedia, Nonsense, Parodia

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Di Andrea Chiarelli (del 08/06/2007 @ 11:00:25, in Segnalazioni, linkato 455 volte)

Gran parte degli utenti associano mentalmente al computer il sistema operativo Windows. Oserei dire che tanti associano Windows (e quindi Microsoft) all'idea di informatica. Questa associazione automatica è stata generata da anni di vendita abbinata di PC con Windows preinstallato.

La licenza di Windows prevede esplicitamente la possibilità di non accettarla e di richiedere il rimborso al fornitore, ma quei pochi che ci hanno provato hanno faticato parecchio per fare applicare questa clausola.
Ultimamente, tuttavia, sembra che qualcosa cominci a muoversi. Ad esempio, il numero di fornitori di PC senza Windows cresce di giorno in giorno, e tra questi c'è addirittura Dell.

In questo contesto vi segnalo una recente iniziativa promossa da Renzo Davoli che ha avviato una petizione online da sottoporre al Parlamento italiano perchè venga fatta una legge che renda possibile l'acquisto di un PC senza Windows e che venga reso esplicito il costo della licenza del sistema operativo.
Insomma, si vorrebbe poter acquistare un PC nudo ed essere liberi di installare il sistema operativo che si preferisce, senza trafile per chiedere il rimborso di un sistema operativo che non si voleva acquistare.

Non mi sembra una richiesta insensata. D'altronde, se compro una lavatrice mica mi viene imposto di acquistare anche una fornitura di detersivo della quale posso eventualmente chiedere il rimborso. Al limite il detersivo me lo regalano come campione omaggio!

Tags: Personal Computer, Sistema operativo, Windows, Rimborso, Petizione

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