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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Sono passate due settimane dall'8 settembre, la fatidica data del V-Day di Beppe Grillo. Tutti hanno commentato il significato di questa giornata ed i suoi risvolti politici (o anti-politici). Bene, anch'io vorrei dire qualcosa sul cosiddetto fenomeno Grillo, ma non sui contenuti del V-Day nè sulla proposta di legge nè sul personaggio. Vorrei fare qualche considerazione sul mezzo di comunicazione usato da Grillo.
Prima del V-Day quasi nessuno dei media tradizionali parlava di quello che Grillo stava organizzando. Il tutto cresceva in sordina, dalle pagine del blog del comico e dai meetup dei suoi sostenitori. Dopo la raccolta delle 300.000 firme, giornali e telegiornali hanno scoperto cos'era successo: utilizzando quasi esclusivamente Internet come mezzo di comunicazione, il comico genovese è riuscito ad ottenere una cassa di risonanza degna di giornali e TV, e forse questo ha messo in imbarazzo i media tradizionali che hanno dovuto correre ai ripari ed occuparsene quasi a tempo pieno durante queste due settimane.
Nonostante giornali, TV, politici e politicanti abbiano ormai tutti una presenza su Internet, tutti vedono questo mezzo di comunicazione come secondario, un mondo virtuale che scorre parallelo a quello reale, una vetrina su cui è opportuno apparire, ma niente di più. Leggendo ed ascoltando diversi commenti al fenomeno Grillo ho notato la pressocchè diffusa ignoranza da parte di politici e giornalisti su Internet e sulle sue implicazioni sociali e comunicative. Niente di nuovo, dal momento che spesso quando si parla di Internet e del Web su giornali e telegiornali lo si fa quasi esclusivamente a proposito di pedofilia e terrorismo o per raccattare curiosità.
Internet è solo un mezzo di comunicazione ed è un mezzo di comunicazione "reale". Non è nè buono nè cattivo. L'uso che si fa può essere buono o cattivo, proprio come i giornali, la televisione, la radio. La gente che lo usa è reale e reali sono le loro idee, buone o cattive che siano.
Credo di aver detto delle cose banali, ma forse a volte sono proprio le cose banali che sfuggono...
Tags: Beppe Grillo, V-Day, Internet, Mass media
Non so se si tratta di coincidenze, ma nell'ultima settimana si sono verificati alcuni episodi che mi hanno fatto riflettere su come (forse) è cambiato il modo di intendere Internet. Non mi riferisco a Web 2.0 o cose del genere, ma proprio ad Internet come rete delle reti.
Nell'arco di una settimana si sono verificate le seguenti cose:
- abbiamo risolto un problema di ricezione di e-mail per un nostro cliente, derivante dall'adozione di una recente tecnologia da parte di alcuni server non compatibile con diversi firewall (tra cui quello del nostro cliente).
- ho ricevuto un documento abbastanza importante in un formato proprietario non riconosciuto da nessun software installato sul mio PC (tralascio i dettagli...)
- abbiamo aggiornato il sito di un cliente, seguendo tutte le indicazioni del W3C con il risultato che viene correttamente visualizzato sulla maggior parte dei browser, tranne che su Internet Explorer 7, che interpreta alcuni elementi come vuole lui...
Questi episodi apparentemente scollegati tra di loro mi fanno pensare che forse si sta perdendo il principio di base su cui si è sempre fondata Internet: l'interoperabilità tra i sistemi indipendentemente dall'hardware e dal software. Eppure Internet è nata proprio per soddisfare un principio di interoperabilità massima, anche in situazioni estreme, ed è stata inventata un'espressione poetica per definire questo principio: graceful degradation (se vogliamo sinonimo di fault tolerance). Sarà bene ricordarlo "poeticamente" parafrasando Verlaine?
Tags: Interoperabilità, Graceful degradation, Fault tolerance, Internet, Verlaine
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