Velocipedi Equestri: ritrovati alcuni rari esemplari

Ritrovati alcuni esemplari di velocipedi equestri, esseri metà cavalli e metà cicli che si credevano estinti ormai da molti secoli. La notizia smentisce dunque le teorie di alcuni studiosi che li ritenevano esseri mitologici scaturiti dall'immaginazione popolare.

Altro esemplare di velocipede equestre Ritrovati nella Foresta Amazzonica alcuni esemplari di velocipedi equestri, esseri metà cavalli e metà velocipedi, creduti estinti dagli scenziati di tutto il mondo. Il loro ritrovamento, dei quali riportiamo alcune foto, ha messo in subbuglio il mondo della ricerca che si appresta a riformulare le diverse teorie in proposito.
Ma che cosa sono questi velocipedi equestri?

I velocipedi equestri nella storia

Esemplare giovane di velocipede equestre Le prime notizie sui velocipedi equestri si fanno risalire ad Erodoto, che riporta le testimonianze di diversi popoli che parlano di "cavalli con ruote mosse a colpi di piedi".
Platone li citava nel suo Ippociclo dichiarando che i velocipedi equestri erano nati dalle ceneri dei cavalli del carro guidato da Fetonte nel noto racconto mitologico.
Le notizie su questi esseri si susseguirono nel corso dei secoli in maniera confusa.
Diversi autori medievali citano avvistamenti di velocipedi equestri nei boschi della bassa Germania. Una leggenda narra che Carlo Magno aveva catturato uno di questi esemplari e se ne serviva per i rapidi spostamenti in missioni segrete.
Inoltre, sulle miniature di diverse opere trascritte dai monaci amanuensi sono illustrati alcuni esemplari di questi esseri così misteriosi. Anche Marco Polo, nel suo Milione, testimonia l'esistenza di questi esseri nelle lontane terre del Kublai Khan.

Velocipedi equestri e scienza

Esemplare anziano di velocipede equestre Tuttavia non vi era nessun indizio scientifico che potesse avvalorare l'ipotesi che i velocipedi equestri fossero realmente esistiti.
Il ritrovamento di alcune strane ruote durante gli scavi archeologici di Troia hanno fornito nuovi indizi agli scenziati. Alcuni di essi hanno elaborato la teoria secondo cui il famoso Cavallo di Troia non era in realtà un artefatto umano ma un esemplare di velocipede equestre.

Fino al ritrovamento dei giorni scorsi, la comunità scientifica era divisa tra coloro che sostenevano che i velocipedi equestri erano esseri immaginari al pari degli unicorni e dei draghi e coloro che invece sostenevano che i velocipedi equestri sono realmente esistiti, ma erano talmente rari da stuzzicare l'immaginario popolare nel costruire leggende fantasiose.

Il futuro dei velocipedi equestri

Esemplare giovanissimo di velocipede equestre Oggi questa separazione nella comunità scientifica non ha più ragione d'essere. Il ritrovamento di questi esemplari di velocipedi equestri vivi ed in ottima forma conferma la teoria di coloro che hanno sempre creduto nella loro esistenza.
Rimangono alcuni misteri da chiarire:
  1. Come mai questi esemplari sono stati trovati in Amazzonia, dal momento che tutte le citazioni esistenti facevano riferimento all'area mediterranea e non vi era alcuna notizia di avvistamenti nel continente americano?
  2. A quale specie appartengono questi esseri così originali da un punto di vista biologico?
Ma a queste domande sapranno dare le opportune risposte gli scenziati che si sono già messi al lavoro.
Tra le altre iniziative volte alla ripresa dello studio sui velocipedi equestri è stato istituito un indirizzo di posta elettronica a cui inviare messaggi di avvistamento di questi esseri. L'indirizzo è velocipedi-equestri@manthys.it

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